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Cos’è il sebo

Il sebo è una sostanza lipidica prodotta dalle ghiandole sebacee, strutture microscopiche presenti nel derma e distribuite in modo non uniforme su tutta la superficie corporea. È un elemento fisiologico indispensabile per la salute della pelle: lubrifica l'epidermide, contribuisce alla formazione del film idrolipidico superficiale e svolge un ruolo attivo nella difesa contro agenti patogeni esterni.

Diventa un problema, e uno dei protagonisti principali dell'acne, quando viene prodotto in quantità eccessive o quando la sua composizione chimica si altera, favorendo l'ostruzione dei follicoli piliferi e la proliferazione batterica.

Composizione chimica

Il sebo non è una sostanza omogenea ma una miscela complessa di lipidi. È composto principalmente da trigliceridi (circa 57%), esteri cerosi (26%), acidi grassi liberi (circa 15%), squalene (12%) e piccole quantità di colesterolo e suoi esteri. Questa composizione varia in base all'età, agli ormoni, all'alimentazione e allo stato di salute generale.

Lo squalene merita una menzione particolare: in condizioni normali è un antiossidante protettivo, ma quando si ossida - a causa dell'esposizione ai radicali liberi o di una produzione eccessiva - diventa un agente comedogenico e pro-infiammatorio. Studi recenti lo identificano come uno dei principali responsabili della formazione dei comedoni.

Dove viene prodotto

Le ghiandole sebacee sono associate quasi ovunque al follicolo pilifero, formando insieme l'unità pilo-sebacea. La loro densità varia notevolmente: è massima su viso (in particolare fronte, naso e mento, ossia la zona T), cuoio capelluto, torace superiore e schiena. Queste sono esattamente le zone dove l'acne compare con maggiore frequenza.

Le uniche aree del corpo completamente prive di ghiandole sebacee sono i palmi delle mani e le piante dei piedi. Nelle zone ad alta densità sebacea la produzione può raggiungere livelli tali da rendere la pelle visibilmente lucida entro poche ore da un lavaggio accurato, un fenomeno che molte persone con pelle grassa conoscono bene.

Il ruolo del sebo nella pelle sana

In condizioni fisiologiche, il sebo svolge funzioni preziose. Insieme all'acqua prodotta dalla sudorazione, forma il film idrolipidico cutaneo: una pellicola sottilissima che ricopre l'epidermide, la idrata, la rende elastica e la protegge dalla penetrazione di agenti esterni come batteri, funghi e sostanze chimiche aggressive.

Il sebo ha anche proprietà antibatteriche intrinseche: alcuni acidi grassi che lo compongono inibiscono la crescita di microrganismi patogeni. È, in sintesi, parte integrante della barriera cutanea, quella che i dermatologi chiamano skin barrier, il cui buon funzionamento è alla base di una pelle sana.

Sebo e acne: quando la produzione diventa eccessiva

Il legame tra sebo e acne è diretto ma non esclusivo. La seborrea, ovvero la produzione eccessiva di sebo, è una delle condizioni necessarie ma non sufficienti per lo sviluppo dell'acne. Da sola non basta a causare le lesioni: perché si formi un brufolo, alla seborrea si associano quasi sempre altri fattori, in particolare l'ipercheratinizzazione follicolare (l'accumulo anomalo di cellule morte nel follicolo) e la proliferazione del batterio Cutibacterium acnes.

Quando il follicolo si ostruisce per l'eccesso di sebo combinato con le cellule morte, il Cutibacterium acnes, normalmente presente sulla pelle in modo innocuo, trova le condizioni ideali per moltiplicarsi, consumare i trigliceridi del sebo, produrre acidi grassi liberi irritanti e innescare la risposta infiammatoria che porta alla formazione di papule, pustole e, nei casi più gravi, noduli e cisti.

Fattori che regolano la produzione di sebo

Ormoni androgeni

Gli androgeni - testosterone, diidrotestosterone (DHT) e DHEA-S - sono i principali stimolatori della produzione sebacea. Le ghiandole sebacee esprimono recettori per gli androgeni: quando questi ormoni si legano ai recettori, stimolano la proliferazione delle cellule sebacee e aumentano la sintesi lipidica. È per questo che l'acne esplode nella pubertà (picco di produzione androgenica), che le donne spesso notano un peggioramento in fase premestruale, e che l'acne ormonale risponde ai trattamenti anti-androgenici.


Alimentazione

Alcune evidenze scientifiche indicano che diete ad alto indice glicemico e il consumo di latte e derivati possono aumentare i livelli di IGF-1 (fattore di crescita insulino-simile), che a sua volta stimola la produzione di androgeni e quindi di sebo. Il legame non è universale (non tutte le persone con acne rispondono allo stesso modo alle modifiche dietetiche) ma è sufficientemente documentato da giustificare una valutazione personalizzata con il proprio dermatologo.

Stress

Lo stress cronico stimola la produzione di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali. Il cortisolo, pur essendo un glucocorticoide e non un androgeno, ha effetti indiretti sulla produzione sebacea e aumenta la risposta infiammatoria cutanea. È uno dei motivi per cui l'acne tende a peggiorare nei periodi di pressione emotiva intensa (esami, lavoro, eventi stressanti).

Stagionalità e clima

Il caldo e l'umidità aumentano la fluidità del sebo e la sua tendenza a ostruire i follicoli. È per questo che molte persone notano un peggioramento dell'acne in estate. Al contrario, il freddo e l'aria secca tendono a ridurre la seborrea, anche se possono danneggiare la barriera cutanea per altri motivi.

Sebo e pelle grassa: non sono la stessa cosa

Un equivoco comune è assimilare la pelle grassa all'acne. Avere una produzione elevata di sebo (pelle seborroica) è una condizione necessaria ma non sufficiente per sviluppare l'acne. Moltissime persone hanno la pelle grassa senza avere acne, perché gli altri fattori co-causali ( l'ipercheratinizzazione e la proliferazione batterica) non sono presenti o sono contenuti.

Allo stesso modo, l'acne può comparire anche in persone con pelle mista o non particolarmente grassa, soprattutto nelle forme ormonali in cui la sensibilità recettoriale delle ghiandole è alterata anche in presenza di livelli ormonali normali.

Come agiscono i trattamenti anti-acne sul sebo

La maggior parte dei trattamenti per l'acne interviene, direttamente o indirettamente, sulla produzione o sulla gestione del sebo:

I retinoidi topici e orali (tretinoina, adapalene, isotretinoina) normalizzano il turnover cellulare follicolare e riducono la coesione dei corneociti, prevenendo l'ostruzione. L'isotretinoina orale è l'unico farmaco in grado di ridurre in modo drastico e duraturo la dimensione delle ghiandole sebacee e quindi la produzione di sebo: è per questo che rappresenta la terapia più efficace per le forme severe. Gli antiandrogeni (spironolattone, pillola estroprogestinica nelle donne) riducono la stimolazione androgenica sulle ghiandole, diminuendo la seborrea all'origine. Il benzoile perossido e gli antibiotici topici e orali non agiscono direttamente sul sebo ma sulla proliferazione batterica che trasforma il sebo in substrato infiammatorio.

Un errore da non fare: eliminare il sebo con detergenti aggressivi

È controintuitivo, ma lavare il viso troppo spesso o con detergenti aggressivi peggiora la situazione. Rimuovere eccessivamente il film sebaceo manda un segnale alla ghiandola che la barriera cutanea è compromessa, innescando un meccanismo compensatorio che aumenta ulteriormente la produzione di sebo: il cosiddetto effetto rebound. Il risultato è una pelle ancora più grassa di prima, più irritata e più vulnerabile.

Il consiglio corretto è usare detergenti delicati a pH fisiologico, due volte al giorno, senza strofinare. Meno è meglio, quando si parla di pulizia aggressiva.

Fonti e riferimenti

  1. Zouboulis CC — Acne and sebaceous gland function — Clinics in Dermatology, 2004. DOI: 10.1016/j.clindermatol.2003.11.001

  2. Thiboutot D et al. — New insights into the management of acne: An update from the Global Alliance to Improve Outcomes in Acne group — Journal of the American Academy of Dermatology, 2009.

  3. Picardo M et al. — Sebaceous gland lipids — Dermato-Endocrinology, 2009. DOI: 10.4161/derm.1.2.8472

  4. Melnik BC — Linking diet to acne metabolomics, inflammation, and comedogenesis: an update — Clinical, Cosmetic and Investigational Dermatology, 2015.

  5. MSD Manuals (Edizione Professionisti) — Acne vulgaris. Disponibile su: msdmanuals.com

  6. Humanitas Research Hospital — Ghiandole sebacee e produzione di sebo. Disponibile su: humanitas.it

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